martedì 21 gennaio 2014

L'eleganza è innata

Si parla sempre di come sia vestita e che abiti indossi una persona, con conseguente giudizio finale: è elegante o no?

Ma l'eleganza è innata. L'eleganza è un atteggiamento, non è legata ad un capo di vestiario! Si può imparare ad essere vestiti bene, ma non necessariamente si impara ad essere eleganti. Ci si muove in un certo modo, ci si siede in un certo modo. Le mani, il viso hanno un atteggiamento elegante nelle movenze.

Non significa bellezza. L'eleganza ha dei codici tutti suoi.

Tutte le donne aspirano ad essere eleganti e, senza capire il vero senso di questo termine, comprano, in una vita, tonnellate di abiti, borse, scarpe. Le abbinano anche bene, a volte in maniera troppo banale e piccolo borghese come la borsa dello stesso colore del cappotto o abbinata alle scarpe, old style. Ma non sono affatto eleganti.

L'eleganza non è neppure legata all'altezza e al peso. È un regalo, una dote naturale. 

Una delle foto più belle e più pubblicate di Jackie Kennedy è quella di lei, a piedi scalzi, per le vie di Capri con una t-shirt nera e un paio di pantaloni bianchi. Nella sua assoluta semplicità, la quintessenza dell'eleganza.

E quindi se l'eleganza è un atteggiamento, un'attitudine, non significa che una donna non possa essere vestita bene. Anzi, ci sono moltissime donne capaci di abbinare in una maniera fantasiosa e stravagante abiti e accessori diversi e crearsi un tipo, un personaggio.

Avere personalità aiuta nel trovare un proprio stile e sembrare anche eleganti agli occhi dei più. L'importante è sempre trovare un modo personale di indossare gli abiti e, se non è proprio eleganza pura, sarà almeno espressione di grande personalità.

venerdì 17 gennaio 2014

Le protagoniste del web: Rosa Giuffré

Nella nostra ricerca all’interno del mondo blogger, siamo venuti a conoscenza di una delle più interessanti sorprese del web. 
La nostra chiacchierata del giorno ci ha portati alla corte di Rosa Giuffrè, ideatrice di “Futurosemplice”. 
Scopriamo insieme che cosa ci ha svelato di sè!

Che cosa è per te il successo? che cosa vuol dire e che relazione hai con lui? 
Il successo per me è realizzare ciò che è nel tuo cuore, la tua passione. Non lego il concetto di successo solo alla sfera lavorativa ma, assolutamente anche alla sfera personale. Credo che la differenza sta nel non confondere il concetto di essere “noti” con ciò che è invece la realizzazione dell’uomo. Molti credono infatti che l’essere famoso corrisponda necessariamente al più alto grado di soddisfazione… quale errore! La realizzazione dell’uomo sta nello strutturare la propria anima e seguire così ciò che ti rende felice e che non necessariamente corrisponde all’essere famoso ai più. Io non credo di avere avuto ancora successo… diciamo che mi son presa per ora delle gran belle soddisfazioni personali e se penso ad ognuna di loro le associo alla fatica e all’impegno che ci ho messo per realizzarle.

Come sei riuscita a conquistare la tua eccellenza nel web? come hai costruito il tuo percorso per ottenere interesse e visibilità? 

Sono laureata in comunicazione e marketing e mi mancava una conoscenza approfondita del mondo social.
Così ho aperto il mio blog www.futurosemplice.net in cui parlo di comunicazione, organizzazione di eventi e “positive life”, che è diventato prezioso strumento tramite il quale esprimere le mie idee e nel frattempo studiare sul campo le dinamiche di interazione sui social. Non ho mai voluto abbassare la qualità dei miei contenuti. Intendiamoci: non mi reputo più brava di altri ma, se non ho nulla da dire non pubblico niente… così come mi è capitato di scrivere e pubblicare nel bel mezzo della notte! Non mi son fatta prendere cioè da quelle dinamiche che ti impongono di essere presente necessariamente e ad ogni costo. Ho cominciato a conversare con le persone che pubblicavano argomenti di mio interesse tralasciando persone e influencer che non mi piacevano per stile comunicativo. Con cortesia e garbo questi contatti sono diventati fedeli lettori e si sono sviluppate delle vere amicizie. La partecipazione agli eventi in real è stata fondamentale e da qui all’essere coinvolta in progetti interessanti il passo è stato breve. 

Quanto conta la propria immagine personale per avere successo nella professione e nella vita? 
Per “immagine personale” cosa intendi? L’aspetto fisico? Be sarebbe ipocrita per un’esperta di comunicazione dirti che non sia importante ma, credo, sia necessario precisare alcuni punti. Non si tratta di immagine “estetica” e di finzione: al web non interessano i “bellocci” ma le persone interessanti! Strano concetto vero? Uno strumento che non ti permette il contatto diretto riesce a guardarti dentro? Strano ma è la realtà!  Il web e soprattutto la partecipazione alle dinamiche social, rivela chi sei, è trasparente, non se ne fa nulla di persone finte perché non reggono. Col web integri chi sei professionale e non, non esiste differenza “professione e vita” e non c’è spazio per incongruenze. Non importa che tu sia bello o brutto secondo i canoni standard, la questione è che devi avere un’immagine coerente a ciò che proponi, che dichiari e che è parte di tutto il pacchetto e della tua brand identity.
Io ho sempre scelto la strada della sincerità, così come scrivo, così come mi pongo sorrido o mi arrabbio: io sono senza filtri e questo, mi rendo conto, è apprezzato.
Che cosa è per te reputazione personale? quanto conta nella tua esperienza e su che cosa è basata?
La reputazione personale è un concetto importante nella vita di ognuno, in ogni campo. Spesso ciò che “dicono di te” precede il tuo arrivo I più bravi la chiamanopersonal branding ovvero la capacità di costruire nel tempo e con le tue azioni una reputazione talmente forte da considerarti un brand. Ciò che a mio avviso è veramente importante è capire che le tue azioni, le tue scelte esprimono ciò che sei e chi sei. Non esiste più il semplice curriculum ma, la tua presenza online a decretare il tuo successo e, spesso, ciò che dice di te la gente (vedi l’utilizzo di feedback nelle attività commerciali turistiche ad esempio!). Anche questo concetto è da considerare e da calibrare perché se per molti “tu sei quello che dice di te la gente” io invece credo che ci debba sempre essere quella lucidità personale che ti fa approfondire e non giudicare una persona da una sua azione, basta verificare oltre il proprio naso. Mi riferisco in particolare a errori di valutazioni, o scivolate che essendo umani, a noi tutti capita di fare e che spesso vengono subito giudicate come #fail. Io non amo questo atteggiamento inquisitore che spesso la rete ha: lo trovo veramente violento e lontano dal mio modo di essere… ma questa è un’altra storia.

Qual è il tuo sogno più grande? 

Portare il concetto #futurosemplice nel cuore di tanti: mi piacerebbe far capire alle persone che spesso i problemi ce li creiamo noi e che è il momento di riscoprire l’essenzialità dei rapporti, dei sentimenti. Questa crisi ce lo impone: l’individualismo non serve e non ha portato a nulla… la vita va condivisa. Vorrei, tramite l’organizzazione dei miei eventi, favorire questa teoria… infine vorrei aprire un giorno una casa famiglia, uno spazio aperto… il “circolo dei talenti” in cui ragazzi e adolescenti si sentano liberi di esprimere la propria creatività attraverso ogni forma artistica… 
Ops… avevi detto un solo sogno?
Puoi dare 3 consigli alle nostre lettrici per aiutarle a raggiungere i propri sogni? 
Guarda in alto: lo sguardo chino è proprio di chi non è fiero di essere com’è! Tu sei unica e già questo è meraviglioso non credere a chi dice il contrario o ti fa sentire male!
Fai ogni giorno, ciò che ti piace anche se fosse per soli 5 minuti! Smetti di dire “mi piacerebbe”. Leggi? Impasti una torta? Corri? Fallo. Ora.
Non temere di fare scelte coraggiose e drastiche l’uomo è nato per essere felice… il tuo cuore sa cosa intendo.
E per finire: un consiglio per l’eleganza personale in senso ampio: che cosa non deve mancare ad una donna per avere personalità? 
Un linguaggio garbato e non volgare, un abbigliamento che rispecchi il suo modo di essere (gli eccessi in ogni senso sono inutili), la capacità di ascoltare e di conversare ma soprattutto… un sorriso smagliante… l’accessorio indispensabile che trasforma il viso di ogni donna!

giovedì 16 gennaio 2014

Le età della Bellezza!

A 20 anni la bellezza esplode, in tutti i sensi.
A 40, età magica, si fanno i primi conti con una "morbidezza" sensuale che va però tenuta sotto controllo.
A 50 o più i bilanci sono inevitabili e il tempo diventa finalmente un alleato. Possiamo dedicarci maggiormente a noi stesse, alla nostra routine di bellezza.



Abbiamo voluto raccontare le età della Bellezza non per sottolineare il tempo che passa, ma perchè siamo convinte che in ogni periodo della vita piacersi  (e piacere) sia possibile, impegnandosi con metodo, prodotti giusti e un pizzico di ironia, senza cadere nella trappola di accanimenti eccessivi, a volte patetici.
Se come affermava Oscar Wilde in Penna, matita e veleno, "Tutte le cose belle appartengono alla stessa epoca", dobbiamo essere ottimiste e fiduciose che la Bellezza, quella vera, quella che traspare dal viso, dal corpo e soprattutto dal cuore, non ha età. E migliora vivendo.

Cristina Milanesi

martedì 14 gennaio 2014

Milano presenta un'inedita Coco Chanel

"La natura ti da la faccia che hai a vent'anni, è compito tuo meritarti quella che avrai a cinquant'anni." Coco Chanel, esempio di stile, cura ed eleganza per tutte le donne.

Fino al 2 marzo 2014 Milano presenta la mostra "Coco Chanel: un Nuovo Ritratto Dipinto da Marion Pike. Parigi, 1967-71",presso le sale espositive al pianoterra di Palazzo Morando.

Dopo l'inaugurazione al pubblico alla Fashion Space Gallery di Londra lo scorso 4 settembre, la rassegna a cura di Amy de la Haye, docente di Storia del Costume e Curatela del London College of Fashion, fa tappa nella capitale italiana della moda.

L'esposizione di dipinti, abiti, fotografie e documenti esplora e presenta al grande pubblico le biografie, l'amicizia e l'intesa creativa tra due donne di straordinario talento del ventesimo secolo: la couturière francese Gabrielle Bonheur Chanel (1883 – 1971), in arte Coco Chanel, e l'artista californiana Marion Pike (1913 – 1998).
 


Un'esposizione preziosa che rivela un mondo inedito, quello in cui si muoveva la grande stilista francese, anche fuori dalle luci della ribalta, e che conferma le inevitabili interconnessioni tra moda, costume, arte e cultura: un mix che ha portato Milano a diventare capitale della creatività e meta di artisti da tutto il mondo.

Marion Pike conobbe Coco Chanel a Parigi nel 1967, quando dipinse il suo ritratto. La storia della loro amicizia svela una dimensione inedita della stilista francese. Da qui il significato del titolo della mostra  "Un nuovo ritratto dipinto da Marion Pike", ovvero la rivelazione della natura più intima e autentica di Chanel. 

Amica personale e ritrattista di personaggi dello spettacolo, collezionisti d'arte e altre celebrità, Marion Pike è stata una pittrice di talento e una ritrattista nota per le sue opere spesso di grandi dimensioni. 

L'artista eseguì almeno tredici ritratti di Coco Chanel. Tra i cinque presenti nella rassegna di Palazzo Morando spiccano i monumentali "Chanel – Big Head" del 1967 e "Chanel in her Atelier" sempre dello stesso anno, affiancati da nature morte e vedute parigine. 


La mostra comprende capi d'abbigliamento appositamente disegnati da Coco Chanel fra il 1967 e il 1969 per Marion Pike e sua figlia Jeffie. Correda il percorso espositivo un'ampia collezione di fotografie di Marion Pike, Coco Chanel e di numerosi altri personaggi, oltre a documenti personali e lettere che dimostrano l'amicizia fra l'artista e la stilista.

Tutte le opere esposte provengono dalla collezione di Jeffie Pike Durham, figlia di Marion, che conobbe Chanel nel 1968 e in seguitò divenne archivista della madre.